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Gioielli rubati del 9 Febbraio- Cultura


 

Gioielli Rubati 339: Cristina Simoncini – Laura D’Angelo – Emilio Capaccio – Barbara Auzou – Giulia Menolascina – Gerard Sarnat – Felice Serino – Silviatico.

Un’immagine persiste. C’è buio nel vestito,
sei tu, non è la stoffa nera di cui è fatto
ma il tuo lato d’ombra, si appoggia
allo stipite, spuntano alcune roselline,
si arrampicano sul seno, sulle ginocchia.
.
Non cedi alla tristezza, continui a salutare,
a dannarti lo sguardo, a mordicchiare spine,
ho addosso l’oscurità ferita dei bambini,
non voglio andare. Ti sei fatta estranea.
.
Per distrarmi conto i fiori all’uncinetto,
la tua testa si allontana, hai deciso:
rinunci, non mi tieni a bordo.
Sarà spesso così per il resto della vita.
.
di Cristina Simoncini, qui:
https://www.facebook.com/cristina.simoncini.7
.
*
.
E quando chiudi gli occhi per un bacio.
E quando chiudi gli occhi prima di volare,
prima dell’acqua del mare, prima di ogni desiderio, prima
della sorpresa e della scoperta.
E quando chiudi gli occhi
per il sole dritto in faccia, per il vento e la tristezza,
per l’amore
che si ama ad occhi chiusi e socchiusi,
per sorvolare, per evitare, per andare
oltre, per non farti del male.
E quando chiudi gli occhi
prima di dormire, prima di iniziare, per l’amore che si ama
a occhi chiusi e socchiusi,
prima di sbirciare,
prima di sognare.
.
di Laura D’Angelo, qui:
https://www.facebook.com/laura.dangelo.393
.
*
.
Versi a una rosa
.
Incontro una rosa per strada
fa l’amore con i miei occhi
Offrendomi il giallo da vedere
mi invita alla sua gioventù
nel breve contrattempo di vivere
.
di Emilio Capaccio, qui:
https://www.facebook.com/lalanternadeipoeti
.
*
.
Un letto adatto a noi
.
e se ti devo un bosco intero
sarà circondato da una luce errante
che rifiuta con tutti i suoi pugni e tutte le sue distanze
lascia che la vita venga registrata
nelle uniche riformulazioni di un sole senza protesta
dove il nobile uccello passa solo
negando le stagioni alle belle carrucole
No, inventerò un sole mago
alla ricerca del moto perpetuo
per restituire all’uomo questa felicità fortuita
che aveva toccato solo con un’ala
per dare al riassunto ai nostri corpi un nido meticoloso
È solo quando il mio riposo
sarà il riposo di tutti
che avremo un letto della nostra misura
.
di Barbara Auzou, qui:

.
*
.
Una nostalgia di occhi
.
Una nostalgia di occhi
– all’ombra del fiore nero –
interroga smarrita i cieli
e i suoi tanti blu.
.
Matura
nel suo ventre di luce
un sogno rotondo
e bambino
e un richiamo
profondo
lontano
.
suoni antichi d’ acqua
calice rovesciato
specchio di cieli
ancora più blu
infiniti
blu.
.
di Giulia Menolascina, qui:
https://www.facebook.com/profile.php?id=100011342954648
.
*
.
Strana generosità d’animo?
.

Se “filantropia” deriva dalla parola greca philanthrōpía,
che combina le parole philos che significa “amore”
e anthropos che significa “umanità”,
“misantropia” è l’opposto.

I poemi epici di John Milton, Paradiso perduto e Paradiso riconquistato,
hanno brillantemente intrattenuto Satana con l’idea di essere
più imperfetto di noi, piuttosto che
un Dio relativamente impassibile e noiosamente perfetto.

.
di Gerard Sarnat, qui:

.
*
.
Calvario
.
(a San Massimiliano Kolbe)
.
portavo le mie quattr’ ossa sul calvario
accomunato alle migliaia di sventurati
lungo i binari della morte
.
ti parlo
a nome di chi nome non aveva
ti parlo dalla regione del dolore
con la bocca dei morti
.
ove germogliano fiori
di quel perdono che non è dei vivi
.
di Felice Serino, qui:
.

.
*
.
… a lasciar fuori dagli occhi
.

Mai cessa di stupirmi la ballata
che sempre emozionava in altri inverni
quando al buio si palesavano mostri
nel lucore vago intrecciando passi
di danza orrendo sabba per la stanza.

Con le coltri tirate a lasciar fuori gli occhi
atterrito li scrutavo, sebbene
paressero non avere altro intento
che quello di aspirarne ipnotica aria
assorte volteggiando anime morte

ogni volta che ancora l’ascolto, ombre
ne vedo sui muri guizzare ancora
fuor d’ogni romanticismo: allora
pletora di vampiri, maghi e streghe
miranti a ingenue carni messe avanti.
:
Echi sono d’una ballata vecchia
dal ritmo rugoso che s’attorciglia
lento oscillando esile mai violento 

ora che ballano estatici sufi
tondo tondo in stanza fuori dagli occhi
schiudendo mente e cuore e mai cadendo.

.
di Silviatico, qui:

.
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