È un odore forte, pungente, che ti entra e si sparge ovunque. Sa di sale, di alghe, di microrganismi, di piccole vite che si mischiano al profumo dei ricordi. Dicono gli esperti che quello che noi chiamiamo “il profumo del mare”, è in realtà l’odore della spiaggia, aggiungendo che altrimenti non si spiegherebbe perché man mano che ci allontaniamo dalla riva, il profumo diventa più tenue. Sono a San Gregorio, un piccolo borgo marinaro a due passi dall’incredibile spiaggia di Capo D’Orlando (Messina), e dal suo mare, che a tratti ha colori caraibici, dai suoi massi frangiflutti, dove grassi saraghi si danno convivio per la gioia dei sub. Ed è sul profumo di sale e di mare, che ripercorrerò la storia di un brano musicale, inno indiscusso di quegli anni '60 idealizzati e rimpianti, dove sembrava che la vita fosse uno scrigno di gioielli aperto a tutti, dove bastava allungare una mano per prendere senza alcun timore. Canzone ballata stringendosi forte, senza movimenti brus...
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