Gioielli Rubati 341: Mimì Burzo – Achille Schiavone – Crossingways – Gary J. Steele – Marina Pizzi – Isabelle Daude – Giorgio Andrea Blu – Francesco (Metasonìe).
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Bianco
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Poi forse non ti scriverò mai più.
O forse sarà
l’inizio di una nuova scrittura
in quell’altro fuori da me sul pavimento di una città che piange.
Se mi quietassi temerei la morte.
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Dovrai lanciarmi in cielo come uno sputo di coriandoli
e fare di un’anuria una cometa.
Forse lo stai già facendo ed io ho solo paura
della solitudine delle stelle
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di Mimì Burzo, qui:
https://www.facebook.com/profile.php?id=61555807139734
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Perché sei tu
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Se la notte mi chiedesse
perché
basterebbe il silenzio del mattino
risponderebbe con la luce
dei tuoi occhi
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Se il mattino mi chiedesse
perché
gli risponderei con parole d’argento
polvere di stelle
caduta dalle tue ciglia
Se la vita stessa mi chiedesse
perché
ogni giorno avrebbe l’eco
della tua bocca
che mi sospira amore.
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di Achille Schiavone, qui:
https://achilleschiavone.wordpress.com/2025/02/14/perche-sei-tu/
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Baccanti
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L’ampio rinascente cerchio raccoglie
Anziani d’oro che mutano in pupi
In equilibrio tra divine soglie
corrono e saltano i foschi dirupi.
In sintonia con il fruscio delle foglie
che sussurran di giorni vivi e cupi
ballano col cornuto re delle voglie
che li riveste di pelli di lupi.
Sciolgono ‘si nell’ampio etere i sensi
inondando di fuoco, terra e mare
tutte le forme che possono e sono.
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Di tutti gli elementi ancor più densi
lasciano il corpo libero vibrare
fieri e lieti d’ogni caprino dono.
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di Crossingways, qui:
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Cose semplici
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Il tempo, una giornata di sole, un pettegolezzo e bugie evidenti
quante pecore servono per costruire una piramide
per creare un esercito, una forza di polizia, una forza di pace
quali ragioni per credere (vogliono credere)
una carota, un bastone, l’inflazione e le tasse, ma Dio
prove schiaccianti, mediocrità, vanità
re della propaganda, regine indifferenti della politica,
segui i soldi, gioca la grande partita, generazioni
viaggio astrale, fuori dal corpo, fuori dalla mente, altri segreti
maglia, coagulato, arazzo del prato e viaggi nel tempo
tutto il tempo del mondo, un batter d’occhio, anarchia
archi sacri, porte chiuse, privilegi, distintivi, ricordi.
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di Gary J. Steele, qui:
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Scarpetta è un micione randagio,
al tramonto trova la tavola
imbandita per i poveri. I gatti
sono ammaliatori amanti del caos
e dell’ordine. Ascosi nei nascondigli,
dischi volanti. Catturano gli uccellini
e te li regalano ai piedi.
Sullo zerbino aspettano, delicati
ti svegliano. Spesso se ne vanno da un posto
bellissimo sotto le macchine. Le vibrisse
e gli occhi guardano nel nulla.
Brillano le pupille di colori di alti
artisti.
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di Marina Pizzi, qui:
https://www.facebook.com/marpizzi
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Suor Rita della Regolare #10
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Rita pensa che i nostri sentimenti,
siano essi
silenziosi,
amore, gioia, tristezza, rabbia, tutto serve come
materia
viva
e chiede di essere deposto
affinché possiamo restare
in piedi
anziché essere schiacciati e travolti
dal flusso delle emozioni.
L’apice è
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l’unico sentimento che sa
ciò che non esiste.
Sa,
intuitivamente
va avanti.
Mi invita a valutare la vita
con il metro del suo coraggio.
Devo espirare
dal mio cuore
gli assalti.
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di Isabelle Daude, qui:
https://courirecrireetcrier.wordpress.com/2025/02/17/soeur-rita-de-la-reguliere-10/
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Il divano è ormai un un monolocale
In vestaglia
Si toglie col cotone il fard
guardo la televisione
In un canale le sue caviglie senza calze
Due soldati disertori
ci cadiamo addosso stanchi
Accampati sopra un plaid
Siamo due fuggiaschi
gli amori sono in estinzione
Il nostro tempo è ogni appuntamento
Un bacio è un rifugio segreto
In giro ci sono epidemie
Amori evanescenti
Quelli con la febbre gialla
Li trovi a galla
Come un tasso
tra un passo indietro e il vetro
abita sogno
Sulla bocca porta rosso chanel
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di Giorgio Andrea Blu, qui:
https://www.facebook.com/jonny.poesia
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Chayyah Yehidah
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Dimmi
di tutta l’anima
degli uomini così divisi
in questa parte,
se anche solo uno
di quei figli
basti al sole
per esser vita di millenni
che diffonde il dove e il quando
del tuo sguardo,
se il compimento
dei restanti
apre all’immensità
dell’oltre eterno,
perché di questa luce
oltre il visibile
in me sento qualcosa
muoversi all’ascolto
di un intimo sussurro.
