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Gioielli rubati del 1 dicembre- Cultura

Gioielli Rubati 329: Valerio Gallerati – Luisa Zambrotta – Julie Sopetràn – Nadine Spaggiari – Francisco Bravo Cabrera – Patrizia Schettini Natrella – Ileana Zara – Nadia Alberici.

Il bene
.
Per regalo mi hai lasciato un mazzo intero
di parole dolci, care, inaspettate
senza spine, solamente un po’ salate
come quei fazzolettini che lasciavi
imbibiti di emozioni liquefatte.
Non ti ho amata, cosi tanto, per errore;
C’è un sentiero dove il bene sopravvive.
.
di Valerio Gallerati, qui:
https://www.facebook.com/gallerati.valerio
.
*
.
Una di meno
.

Come sono leggera!
Lontani gli orrori
di quella che un tempo
credevo passione sincera.
Sul pavimento
una macchia sempre più rossa
e sul petto
c’è un papavero che s’ingrossa.

Chi verrà a pulire?
Sarà chi non ha voluto ascoltare
la violenza da cui volevo fuggire?
Ancor oggi l’avevo progettato:
avevo messo uno strato di trucco
sul volto ammaccato
e scarpe adatte alla fuga
da chi un tempo avevo amato.

Tutto ora è finito.
La fuga è riuscita
ma diversa da come pensato.
Son qui a galleggiare
sopra quel rosso pantano
attorno al mio corpo
che infine dalla schiavitù
è stato affrancato.

.
di Luisa Zambrotta, qui:

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*
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Distici
.
E mi sono innamorata quel giorno
quando ti guardavo dritto
e mi sono immaginata a prima vista
che eri un essere diverso.
Ma non hai ricambiato
le luci dei miei occhi
Ho visto il tuo sguardo
senza un accenno di rossore.
Poi ti ho perso di vista
te ne sei andato in un soffio
e i tuoi occhi erano perduti
nell’aria che respiro.
Volando, volando arrivi
e te ne vai come una cinciarella
che sta sulla mia finestra
come fosse un bambino.
Nello sguardo perduto
quel fascino si è dissipato
e si è spenta la scintilla
accesa per un po’.
non ti puoi fidare
degli occhi quando guardano
beh puoi inventare
verità che sono finte.
.
di Julie Sopetràn, qui:
https://eltiempohabitado.blog/2024/11/26/coplas/
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*
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L’alfabeto del viaggio
.

Niente svanirà nell’aria, niente si cancellerà:
ciò che gli occhi hanno dato rimane, i segni, i battiti
e la fiducia che fiorisce all’amore.
Niente si crea nel tempo, che non sia già stato,
niente si distrugge. Tutto avviene in comunione.
È simile al silenzio dell’anima in colloquio con Dio.
I sensi lo avvertono, è segno, è alleato,
è quella resa all’universo che piangiamo neonati,
è il legame, l’alfabeto del viaggio con l’eterno.

.
di Nadine Spaggiari, qui:

L’alfabeto del viaggio

.
*
.
Sul ponte
.
Sul ponte sopra le acque azzurre che corrono tranquille,
guerrieri, sacerdoti, principi e re
fluttuano nelle molecole
che danno vita all’acqua,
che crea il fiume
e dà vigore ai riflessi.
Fantasia
come il fumo delle mie Gitanes,
dà vita ai personaggi
che rappresentano,
che recitano la mia poesia,
che ci coinvolgono nel gioco chiamato storia
che non finisce mai
o che forse un giorno,
quando la luna abbandonerà il nostro cielo terrestre,
farà…
.
di Francisco Bravo Cabrera (Valencia Artist) qui:
https://paintinginvalencia.com/2024/11/27/poem-on-the-bridge-3/
.
*
.
Presagi
.

Nulla manca
e molto è di troppo.
Ma ci sono cose
a cui non so rinunciare:
alzarsi all’alba,
il caffè dietro la finestra
ad indovinare il giorno.
Presagi e nuvole
hanno la stessa consistenza.

.
di Patrizia Schettini Natrella, qui:

.
*
.
Custodire a pugno chiuso
con tenerezza Il cuore
ma senza stringere
perché non scivoli
come le cose inutili
e si perda
nei rivoli dell’indifferenza.
La materia che pulsa
abbisogna
di attenzioni e di cure
con massaggi caldi
a lievitare come pane
.
di Ileana Zara, qui:
https://www.facebook.com/profile.php?id=100001877028070
.
*
.
campo vitale
.
Nonostante fuori sembri la selva oscura di Doré,
nonostante non si percepiscano che lievi forme in controluce
per via del lampione
e rettangoli luminosi della casa di fronte,
sappiamo che non è realmente solitudine
che
camminando e sfaccendando
e sorseggiando
un formicolio intorno, un muoversi col vento
le vite a stretto giro di sguardo
avvertiamo un’indissolubilità
gli uni agli altri
.
uno strappo lieve di radice nel passo
.
sapere che tutto ci attende dopo il viaggio
sapere che tu manchi a questo alveo di vite
sapere che tu sei
                                non senza di loro
a me conforta
e preme l’intorno
.
Se qui muore qualcosa muoio un po’ anch’io
.
E’ così che ogni guerra
Ogni guerra, ogni singola breve guerra
è qualcosa di immane, è un equilibrio
che si frantuma
apre voragini
Non si può non tenerne conto
.
Qui ora sono nebbia umida che cade sui capelli
E sulle foglie e sui cani
Sono questo intimo luogo, questo campo vitale.
.
di Nadia Alberici, qui:

.

 

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