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Gioielli rubati del 08 dicembre -Cultura


 

Gioielli Rubati 330: Evaporata – Elena Milani – Loredana Nespoli – Jean-Marc Feldman – Khan Klynski – Manuel Calderon – Lucia Piombo – Renato Fedi.

La luna se ne andò
scomparve dentro una notte cupa
accompagnata dalla voce di una lupa
addormentata dentro una bambina
svanita dietro la collina
divorata dai pensieri scuri
di un uomo con gli artigli duri

.
di Evaporata, qui:

.
*
.
Ti aspetto quando vuoi
nell’ora buia,
sarò nell’angolino del silenzio,
perché ho bisogno
che anche tu ti accorga
che vivo appesa
fra il vuoto e uno spiraglio,
ho attorno un gran fragore
che distrae,
ma non ti inganni
lo specchio di un ritratto,
il mio migliore amico
è un buco in grembo
che riempio col calore
del mio gatto.
.
di Elena Milani, qui:
https://www.facebook.com/profile.php?id=100087379518179
.
*
.
Sei stato la mia moneta
spesa senza calcolo ne parsimonia
sorpresa di battiti da mostrare al mondo
con le braccia larghe di gioia.
Nuoto nel tempo e non affondo
nella paura di smarrirsi nell’altro
a te mi riallaccio
giovane anima che mi scruta
fino a dove io non arrivo.
Mi appoggio lieve al tuo fianco offerto
divido con te stralci di tempo
prezioso
e senza prezzo
come la tua trasparenza
quando la riconosco.
.
di Loredana Nespoli, qui:
https://www.facebook.com/loredana.nespoli
.
*
.
Aria
.

Tutto riposerebbe nell’inclinazione
nella dimensione dell’autunno
sul terreno solido delle mattine gelide
Quanto basta per calmare i sogni mal imbarcati
i pensieri che in blocco al risveglio
abbiamo messo via in fretta

Tutto si rivolta in fondo
alle rotaie e ai binari senza uscita
a bocche cucite
o suole pesanti

All’estremità di un fusto flessibile di nocciolo
scuotiamo le foglie e l’atmosfera
solo per vedere se la luce risuona diversamente,
se l’aria canta la sua aria
o per scaldare l’ombra degli alberi
o per cercare di ricostruire il vuoto

.
di Jean-Marc Feldman, qui:

.
*
.
“in tatto”
.
mattino è ancòra una volta
il celeste mattino invaghito,
.
ultime accalcate alla porta, poche corde
per queste nuvole a nord di nessun volo
.
e gelido un terreno si lusinga,
poche certezze
le sole carezze di foglie dal volo
inudito, inaudito
.
fermare il tuo sguardo, sguardo
trafitto di stormi disturbati da principio,
da quel volto un giorno
ti ho sentita al martirio svestita
che pari un rinfresco a questo autunno
cadente su tutte le ali di ghisa,
.
pare tutto un binario
quassù
mio accidente rubino
.
mentre ascolti la nostra canzone
ti ascolti,
.
si ascolti
quel battito d’ali ch’è [dualismo,
aspersione] anatema e preghiera
.
di Khan Klynski, qui:
https://www.facebook.com/michelangelo.giuffrida
.
*
.
Canzone d’estate
.

Traccio gli accordi dei tempi della scuola
dando vita ad estati indimenticabili
Dopo aver surfato le onde bianche
sulla spiaggia azzurra dove sono nato
la gelateria era il punto d’incontro
per ascoltare musica, parlare e giocare a biliardo
al fianco della ragazza dei miei sogni
Unendo mani e sguardi
eravamo padroni di un destino colorato
Come un alito di vento la scuola finì
Il cuore dell’estate smise di battere
e il guscio del sole si spezzò
La nuvola dell’addio coprì le promesse
Ognuno frequentò università diverse
dove sono nate amicizie e nuovi amori
ho capito che nella vita nulla è garantito
tornavo alla spiaggia a raccogliere ricordi
le onde senza schiuma si muovevano
in quel mare immenso vuoto di surfisti
la gelateria aveva perso l’allegria
guardavo fuori dalla finestra invecchiando
credendo di sentire ancora la risata lieve
Il pavimento logoro ha le impronte
disegnate dai fantasmi di ieri
La nostalgia invase i miei pensieri
e lei non c’era più.

.
di Manuel Calderon, qui:

.
*
.
Diverso il canto delle …
.

Diverso il canto delle foglie d’acero
– se poi fosse proprio un acero –
diverso, quasi un grido
un irragionevole grido – una richiesta d’ascolto
d’attenzione

tutto in quel fruscio in quel giallo sfacciato
mosso dal vento

diverso dalla nenia dei pini
quasi immobili indifferenti compiuti
una specie d’alterigia di superiore serenità
a quell’altezza, ovvio
chiunque.

Ma io coi piedi per terra
io continuo a guardare in su, cercando.
Come l’acero gridano i miei occhi

e nessuno che ascolti.

.
di Lucia Piombo, qui:

.
*
.
A veste il cielo
.
A te che hai
per pelle l’acceso colore
delle mie aurore,
ti darò a veste
l’azzurro del mio cielo
e il candore
delle bianche nuvole
del mio sognar bambino.
.
di Renato Fedi, qui:
https://www.facebook.com/renato.fedi

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