Dopo le mostre di Yoko Ono, Takashi Murakami, e il Festival del video internazionale, lo Spazio Loc di Capo d'Orlando continua la collaborazione con Davide Di Maggio, con la mostra “Black & White Crack” dell'iconico artista americano Keith Haring. Un'occasione per entrare in contatto con le opere dell'artista forse più conosciuto e seguito degli anni '80, interprete del graffitismo metropolitano di periferia, della subcultura di strada e
dell'allora diffuso spirito multietnico, un autentica leggenda elevata al rango d'icona.
Haring incarna la figura del genio isolato dalla mediocrità che vive seguendo solo il proprio istinto e nessuna regola, disposto a sacrificare qualsiasi cosa pur di realizzare i propri sogni.
dell'allora diffuso spirito multietnico, un autentica leggenda elevata al rango d'icona.
Haring incarna la figura del genio isolato dalla mediocrità che vive seguendo solo il proprio istinto e nessuna regola, disposto a sacrificare qualsiasi cosa pur di realizzare i propri sogni.
In mostra, una ventina di opere su carta, provenienti dalla importante collezione di Enrico Pedrini (1940-2012), e il docufilm del film-maker svizzero Edo Bertoglio, Downtown '81,
che ripercorre la vita di Jean-Michel Basquiat in quegli anni ferventi.
che ripercorre la vita di Jean-Michel Basquiat in quegli anni ferventi.
Keith Haring è un eroe postmoderno che colpisce profondamente l'immaginario collettivo contemporaneo. A trentaquattro anni dalla sua morte i giovani d'oggi continuano ad accoglierlo come un idolo intramontabile, quasi fosse una rock-star, una luccicante
meteora alla stregua di Jim Morrison, di Ian Curtis e di Jean-Michel Basquiat.
Attraverso una selezione di disegni su carta, rivive nella mostra il suo segno palpitante, l'irruenza, l'ecclettismo e la feroce energia. Nonostante la sua morte prematura, dovuta all'AIDS, l'immaginario dell'artista americano è diventato un linguaggio visuale
universalmente riconosciuto del XX e XXI secolo.
Una delle opere più significative di Haring è stata “Crack is Wack” (il crack è pazzesco), un murales che keith Haring dipinse ad Harlem a New York nel 1986, con l'obiettivo di denunciare la piaga dilagante del crack, una droga molto più economica della cocaina che ha creato gravissimi danni. Un'opera profetica ed un pensiero lungimirante quello dell'artista americano, vista la tragedia che in tempi odierni un'altra droga, ancora più economica, il Fentanyl, sta creando negli Stati Uniti e in quasi tutto il mondo.
“Black & White Crack”, vuole essere un omaggio all'artista e al tempo stesso un monito per le nuove generazioni, sui reali e grandi danni che l'uso di sostanze stupefacenti, quali esse siano, producono sulla salute e si ripercuotono a cascata sulla società odierna già fortemente minata.
La mostra resterà aperta fino al 15 Settembre
Orari di apertura: Lunedì-venerdì dalle 9 all1 13 e dalle 16 alle 19
Sabato e domenica dalle 16 alle 19
meteora alla stregua di Jim Morrison, di Ian Curtis e di Jean-Michel Basquiat.
Attraverso una selezione di disegni su carta, rivive nella mostra il suo segno palpitante, l'irruenza, l'ecclettismo e la feroce energia. Nonostante la sua morte prematura, dovuta all'AIDS, l'immaginario dell'artista americano è diventato un linguaggio visuale
universalmente riconosciuto del XX e XXI secolo.
Una delle opere più significative di Haring è stata “Crack is Wack” (il crack è pazzesco), un murales che keith Haring dipinse ad Harlem a New York nel 1986, con l'obiettivo di denunciare la piaga dilagante del crack, una droga molto più economica della cocaina che ha creato gravissimi danni. Un'opera profetica ed un pensiero lungimirante quello dell'artista americano, vista la tragedia che in tempi odierni un'altra droga, ancora più economica, il Fentanyl, sta creando negli Stati Uniti e in quasi tutto il mondo.
“Black & White Crack”, vuole essere un omaggio all'artista e al tempo stesso un monito per le nuove generazioni, sui reali e grandi danni che l'uso di sostanze stupefacenti, quali esse siano, producono sulla salute e si ripercuotono a cascata sulla società odierna già fortemente minata.
La mostra resterà aperta fino al 15 Settembre
Orari di apertura: Lunedì-venerdì dalle 9 all1 13 e dalle 16 alle 19
Sabato e domenica dalle 16 alle 19
testo tratto dalla pagina fb del loc

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