Gioielli Rubati 288: Abel Abilheira – silviatico – Guido Mazzolini – Alessandro Della Valle – Tiziana Botti – Gian Ruggero Manzoni – Rosario “sarino” Bocchino – Julie Sopetràn.
Il linguaggio delle onde
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Due giorni prima della tempesta
ci siamo avvicinati alla spiaggia di notte
solo un pescatore paziente aspettava
la spigola in riva al mare
con la canna da pesca piantata nella sabbia
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il lungomare vuoto illuminato dai lampioni
solo durante l’ultima passeggiata della giornata
si è visto sfilare qualche cane privilegiato
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le onde fluivano come lingue
leccando dolcemente la sabbia
ripetendo con toni diversi
la stessa litania ostinata
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anche se ogni volta
sentiamo cose diverse
la base va sempre
fino al profondo dell’anima
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“ecco il tuo sangue
battente su queste rocce
il tuo viso impallidisce
lontano da questa riva”
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di Abel Abilheira, qui:
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Indietro non si torna
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Segni del degrado sono le gocce
gialle di piscio sul bordo del cesso:
non c’erano mai state prima d’ora
su tazza incrostazioni di calcare;
nemmeno cacche di uccelli sull’orlo
del parapetto del balcone stinto
che guarda pozzanghere tra gli alberi
nel prato ammollo. D’un mare di fango
ne osservi apatico chiazze tra rose
intanto che altri ci annegano ignavi.
Scorrono vittime in questo degrado
inarrestabile or ch’ è tratto il dado.
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di silviatico, qui:
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La colpa è dei poeti
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La colpa è dei poeti,
di profumate nostalgie vendute a caro prezzo,
iperboli, zeugmi, chiasmi, anafore
e marchingegni raffinati per chiudere il pensiero,
sigillarlo dentro sillabe contate
numerando accenti e sentimenti
mai nello stesso posto, sempre altrove
additando mete irraggiungibili,
metriche ermetiche, addossati paradossi
e basterebbe non pensare
sillabare il mantra del respiro:
“Vita inenarrabile,
meravigliosa Vita.”
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di Guido Mazzolini, qui:
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Ho perso
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Ho perso, inutile aspettare.
Resta chiuso il tuo mondo.
In pochi ci entreranno.
Continueranno a brillare i tuoi occhi,
ma nessuno li abbraccerà.
Resterai lontana irraggiungibile,
da sola il tempo non passa.
Aver sempre ragione
serve a poco,
finiranno le parole
cadranno le foglie
ed entrerà la nuova stagione
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di Alessandro Della Valle, qui:
https://alessandrodellavalle.blogspot.com/2024/02/ho-perso.html
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da Affascinata
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Sento la foglia che si muove senza fare rumore
sento il primordiale senso affiorare
sento l’eterno richiamo diventare prorompente presenza
farsi strada rompendo gli argini dei pensieri remoti e immanenti.
E’ il sorriso intonato della natura.
Mi sta passando attraverso.
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di Tiziana Botti, qui:
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Origine muta
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nonché la quiete di quel gesto
che solo l’occhio allenato
può cogliere e quindi comporre
con mani di fanciullo
come nuovo alfabeto.
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di Gian Ruggero Manzoni, qui:
https://www.facebook.com/gianruggeromanzoni
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Poi solo vento
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nelle sere
in cui non ho parole
l’odore della pioggia
oltrepassa il sopraggiungere
distratto dei rami
e se guardo fuori
il silenzio non basta per restare:
gli occhi non hanno casa
/c’era un alone perfetto
in quella prima vita che mi vide,
poi fu solo vento, intermittente
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di Rosario “sarino” Bocchino, qui:
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Quel tremore di lettere
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Essenza della voce nei sensi
e nominarti
e nominarmi
ed essere due nomi propri
e un solo
ancestrale
vicino
lontano
inventato
ripetuto
dolce come il battito di una
farfalla
errante
che smuove la montagna
sopra i pellegrini in primavera
e ti nomina
ed è un canto
che il palpito delle lettere
che respirano il profumo
di due parole insieme
che giocano con
la loro dizione perfetta. Ascolta
!
Ascoltare!
Ti nomino
e volo.
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